Come conservare le castagne, metodi e trucchi

Come conservare le castagne metodi e trucchi

Come conservare le castagne, metodi e trucchi efficaci.

Intanto vediamo cos’è la castagna, ossia un frutto secco indeiscente, con una parete coriacea che aderisce ma non si salda al suo unico seme. La castagna, come noto, è il frutto del castagno. Le castagne sono prodotte dai fiori femminili racchiusi da una cupola, che successivamente diventa il famoso riccio.

Tecnicamente la castagna è un achenio. La raccolta di questi frutti avviene in tempi diversi secondo la località in cui si trovano. In Italia questa raccolta, che ha nome castagnatura, comincia solitamente da fine settembre e arriva fino a novembre.

La castagna è costituita da un pericarpo, ovvero la buccia, che si presenta liscia, consistente, solitamente di colore marrone scuro. Poi c’è un Ilo, vale a dire la parte basale del frutto che è di colore chiaro e dimensione variabile. Qui c’è una certa pelosità e delle granulazioni puntiformi.

Poi c’è la cosiddetta Torcia, vale a dire l’apice della castagna, costituito dai residui del perianzio e degli stili disseccati. Quindi c’è l’episperma, una pellicola di color camoscio in cui è avvolto il seme. Infine c’è il seme vero e proprio, il quale può essere costituito da uno o due cotiledoni; questo contiene amido in abbondanza, è sodo, bianco all’interno e giallastro all’esterno.

I metodi di conservazione delle castagne sono sostanzialmente tre, anche se alcuni testi ne richiamano molti di più. Noi ci concentreremo però su questi tre.

La curatura in acqua

Si tratta di un metodo di conservazione fra i più usati ed efficaci, che ha normalmente una durata di tre o quattro giorni. In base alla curatura in acqua, si possono conservare le castagne fresche fino a febbraio. È una antica tradizione contadina che si perde nella notte dei tempi.

Bisogna avere a disposizione un grande contenitore, alcuni sacchi di iuta, un frigorifero, acqua senza cloro, castagne pulite. Bisogna ripulire le castagne dalle impurità esterne e poi immergerle in acqua se possibile priva di cloro. Bisogna lasciare le castagne a bagno per tre o quattro giorni, avendo cura di non cambiare mai l’acqua.

Bisogna quindi togliere le castagne dall’acqua e lasciarle asciugare per un paio di giorni in un luogo possibilmente arieggiato e ombroso. Le castagne non vanno mai lasciate asciugare alla luce diretta del sole, e soprattutto non vanno mai sovrapposte le une con le altre. Bisogna infine conservare i frutti in sacchi di iuta che contengano al massimo cinque chilogrammi. Le castagne vanno conservate in frigo alla temperatura di circa 5 gradi centigradi.

Come conservare le castagne

Essiccazione delle castagne

L’essiccazione delle castagne è probabilmente la tecnica di conservazione più antica, forse ancor più della curatura in acqua. Per ottenere l’essiccazione si comincia con la disidratazione progressiva della polpa, che da valori medi di umidità del 50%, deve passare a valori intorno al 10%.

Bisogna stendere le castagne in uno strato sottile sopra graticci sospesi da terra ed esposti al sole. I frutti vanno stesi al mattino e conservati in un luogo asciutto la sera. Bisogna rimescolare quotidianamente le castagne stesse. In condizioni di umidità media il processo di essiccazione dura da un mese a un mese e mezzo circa. Le castagne essiccate si possono conservare anche per più di un anno.

Congelazione delle castagne

Bisogna spazzolare le castagne, poi lavarle e asciugarle con cura. Quindi bisogna inserire i frutti in appositi sacchetti per il freezer. La temperatura migliore per il congelamento è inizialmente intorno ai meno 20 gradi centigradi. Successivamente è sufficiente che la temperatura arrivi solo a qualche grado sotto lo zero.

Ma, alla fin fine, non dimentichiamo che le castagne sono un ottimo frutto a prescindere, e che non è male mangiarle pure subito, magari facendole arrosto. E’ una delizia per il nostro palato, così come lo è mangiarle anche dopo averle conservate con cura.