La vodka in cucina
La vodka in cucina

A parte le classiche pennette alla vodka, la cui eco è ancora ben viva da vari decenni, sono numerosi i piatti che si possono preparare con questo liquore. Nonostante in cucina si utilizzano più spesso altri liquori, come ad esempio il Gran Marnier per i dolci o il brandy per fiammeggiare le carni, la vodka offre un profilo aromatico interessante, che permette di utilizzarla in varie preparazioni. L’importante sta nello scegliere un prodotto di alta qualità, come ad esempio la vodka Bloody Mary, prodotta appositamente per la preparazione del famoso cocktail.

Non solo bloody Mary

Il Bloody Mary è un noto cocktail che si prepara con la vodka, a cui si aggiunge un’importante quantità di succo di pomodoro; per aromatizzare si utilizzano profumi tipici di un “sugo” piuttosto che della mixologia: succo di limone, salsa Worcestershire, sale di sedano e pepe nero, per finire con qualche goccia di Tabasco a piacere. Il risultato è un cocktail adatto ovviamente a chi ama il pomodoro, rinfrescante e non eccessivamente alcolico. La vodka è perfetta come ingrediente da utilizzare in numerose ricette dei bar tender, da quelle classiche a quelle più contemporanee. A partire dal Bloody Mary per passare al long island ice tea o al Cosmopolitan. Stiamo parlando di drink classici, che si possono trovare in qualsiasi bar di tendenza, come anche la caipiroska, versione della caipirina con la vodka, o il White russian, con caffè e panna fresca. Più moderno invece il Moscow Mule, a base di vodka e ginger beer, ideale per il dopo cena.

Vodka in cucina

Come abbiamo visto la vodka è perfetta per preparare il sugo della pasta; le tradizionali pennette alla vodka e salmone degli anni ’80 lo confermano, così come la pasta con vodka e pomodoro degli anni ’70. Oggi questo ingrediente non viene utilizzato quanto un tempo, anche se si tratta di un aroma ideale da aggiungere a diverse tipologie di sughi. Si accompagna infatti in modo perfetto sia ai piatti a base di pesce, sia a quelli a base di verdure. Soprattutto se si vogliono impreziosire con panna o altri grassi, la vodka consente di aggiungere quel tocco di freschezza che alleggerisce il piatto e lo rende molto più raffinato. In questi casi sfruttiamo la vodka più come una spezia o un aroma che come un vero e proprio ingrediente. Allo stesso modo facciamo quando la aggiungiamo ai secondi piatti: si sfrutta il liquore per fiammeggiare la carne o per aromatizzare il pesce prima di cuocerlo al forno o alla griglia. Conviene sempre ricordare che in questi casi il sapore e il profumo lasciati dal liquore sono molto intensi, meglio quindi non eccedere con la quantità. Bastano in genere 20-30 ml per fiammeggiare le bistecche per 4 persone, senza esagerare.

La vodka nei dolci

Questo liquore ha un sapore caratteristico, molto delicato e per nulla intenso. Questo permette di sfruttarne la parte alcoolica, senza andare a prevalere sugli altri gusti che si trovano in un piatto. Altri liquori che si sfruttano in cucina hanno un carattere decisamente più importante; si pensi ad esempio al brandy, con il suo sapore caldo e intenso un utilizzo elevato all’interno di un piatto ne può rovinare clamorosamente il gusto finale. Con la vodka questo rischio è minore, in quanto il gusto è abbastanza neutro, fermo restando che il sapore dell’alcool rimane sempre nel piatto, anche dopo aver fiammeggiato. La vodka quindi si può aggiungere alla sangria senza rovinare l’aroma del vino e della frutta, o anche ad uno sciroppo da usare come bagna per una torta, senza temere che il suo gusto prevalga su quello della crema o dell’impasto. La vodka bloody Mary ha il vantaggio di aggiungere un retrogusto di specie e di pepe nero, perfetti per i piatti salati, così come per i dolci, sorprendenti.

Laureata all’Università degli studi Parthenope di Napoli, precedentemente iscritta all’Istituto Enrico De Nicola, assistente al lavoro e commercialista; i miei hobby sono il decoupage e guardare le serie tv in televisione in particolar modo C.S.I.

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